36515 - Drammi: Spettri - Un nemico del popolo - L'anitra selvatica - Rosmersholm [ 1988. Solo testo. 408 pagine ] Disponibile Disponibile presso: Agorateca
Titolo originale
Gegangere - En folkefiende - Vildanden - Rosmersholm

Autore
Henrik Ibsen

Editore
Garzanti

Genere
Teatro

Pubblico
Per tutti

Trama
Spettri:
Sono narrate le vicende della signora Alving. Donna che non ha saputo sin dalla giovinezza ribellarsi alla menzogna.Si è sposata senza amore e ha tenuto nascosto agli altri la corruzione e l'infedeltà del marito. Ed ora sconta nella maturità il peccato di non aver scelto la verità quando poteva.

Un nemico del popolo:
È la storia di un dottore che scopre che le terme pubbliche, meta di innumerevoli villeggianti e fiore all’occhiello della sua cittadina, sono inquinate da scarichi montani provenienti da concerie di pellami. Il dottore vorrebbe fare un pubblico appello per denunciare il misfatto e porvi subito rimedio, ma tutti gli impongono di tacere. Il dottore non riesce quindi a trovare nessuno che sia disposto a dargli ascolto, poiché tutti sarebbero in qualche modo parte lesa. Gli appelli al potere risultano inutili, e quelli alla coscienza popolare anche: sia i vinti che i vincitori sono in ultima analisi una schiera di opportunisti, interessati solo al denaro e a mantenere intatta la propria reputazione. È in questo scenario che il dottore sceglie l’unica strada possibile: istruire i giovani, poveri o ricchi che siano, per aiutarli a comprendere meglio la realtà e renderli così cittadini futuri di una società migliore di quella in cui vivono.

L'anitra selvatica:
Scritta nel 1884, rappresenta forse la più complessa e originale tra le opere di Ibsen. Tra i temi di questo dramma in cinque atti spiccano i falsi miraggi senza i quali l'uomo comune è incapace di resistere alla pressione dell'ambiente e dei condizionamenti sociali.

Rosmersholm:
È un dramma sconvolgente dall'inizio alla fine, di una tragicità che tocca i problemi più profondi della natura umana, che mostra la distanza tra ciò che l'uomo vuole e ciò che può. Mostra con una metafora l'indistruttibile capacità di felicità dell'uomo, quella capacità che quando ogni scopo cessa di esistere, ogni aspirazione, ogni speranza, che perfino allora gioisce ancora di ogni minima cosa che le si offre, del lombrico che ha trovato quando è uscita a dissotterar tesori. Rebekka vuol fare dell'uomo che ama una creatura nobile ed è felice quando lui la segue sulla passarella. Muore contenta, felice, muore nell'illusione di aver raggiunto il suo scopo; una conclusione senza dubbio adatta a far riflettere.

Lingue
Italiano

Formato
Libro

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